5 Motivi per cui nel 2018 il PERSONAL BRANDING non è negoziabile

January 28, 2018

Il personal branding è un contenuto che puoi controllare. Quindi va’ là fuori e controllalo.

Perché all’improvviso tutti cercano di diventare delle celebrità su LinkedIn? C’è qualcun altro (oltre a me) stanco di leggere di tutti i “trucchi” sul branding che ci sono là fuori? In fin dei conti ottenere un ottimo personal branding è molto più che ingannare degli algoritmi.

 

 

E attenzione: ottenere un ottimo personal branding è importante. Infatti, quando si tratta di essere un imprenditore o un industriale davvero innovatore, avere un’immagine online personalizzata è fondamentale per le tue strategie di business.

La ricerca lo conferma: Kredible ha notato che il 52% dei venditori da lui intervistati ha detto di aver perso fette di mercato a causa di informazioni che il cliente ha trovato, o non ha trovato, online.

 

Questo è allarmante, perché i fondatori di imprese e start up non possono permettersi che i loro potenziali clienti inciampino nell’informazione sbagliata. E nessuna informazione può essere altrettanto problematico. Lo stesso vale per chi cerca lavoro e naviga il web alla ricerca di un potenziale datore di lavoro. In base a un sondaggio tra recruiters svolto da Jobvite, il 95% degli interpellati considera un personal brand competitivo come un essenziale elemento di distinzione per attrarre i migliore candidati al giorno d’oggi.

Personalmente credo che sia vero: il mio personal brand mi ha permesso opportunità illimitate, dal farmi ottenere importanti accordi e partnership, al darmi motivi per viaggiare, e tutto ciò che sta in mezzo.

 

Quindi fai sì che il 2018 sia il tuo anno per un salto di qualità: qui c’è una lista di motivi per cui imprenditori, liberi professionisti e chiunque altro dovrebbe focalizzarsi sul personal branding quest’anno:

 

1. L’immagine è tutto.

Se credi nel vecchio assioma secondo cui devi partire col piede giusto, una versione più moderna sarebbe che devi partire con la faccia giusta. Mentre numerose applicazioni gestite da operatori HR insistono perché nomi e fotografie vengano rimosse dal processo di selezione per scongiurare la possibilità di pregiudizi legati a razza o sesso, le persone usano foto anche con fini positivi.

Questo perché i professionisti possono scoprire molto dall’aspetto del tuo brand online. Come ha condiviso con me a proposito del mio brand personale Claire Bahn, CEO di Online Profile pros (un provider di fotografie), “Gli esperti stimano che ci voglia meno di un decimo di secondo perché le persone si facciano un’idea di chi sei dalla tua foto. Non si preoccupano di leggere il tuo profilo o di scavare più in profondità se la loro prima impressione è negativa.”

 

2. Il Personal Branding è un contenuto che puoi controllare.

Diciamocelo, molti di noi hanno un qualche contenuto là fuori - che siano foto o uno sproloquio rabbioso su facebook - che non vorrebbe che i suoi potenziali dipendenti, business partner o anche possibili appuntamenti vedessero quando cercano il nostro nome su Google.

Tempo fa sono stato il target di una campagna di diffamazione online, e ho dovuto gestire la stampa negativa nei miei confronti. Gran parte del mondo online è fuori dal nostro controllo; quindi è importante riempire il web con il maggior numero di contenuti positivi possibile. Ecco perché avere una strategia attiva di personal branding è parte cruciale nel controllare la tua immagine online. Ho imparato che se non scrivevo io la mia storia, lo avrebbe fatto qualcun altro, e non sarebbe stata la storia che io volevo condividere.

Quanti più contenuti metti online, tanto più questo aiuterà i contenuti positivi ad innalzarsi sopra qualsiasi contenuto negativo che possa esistere là fuori.

Al di là di questo, quando le persone cercano te o informazioni legate al tuo lavoro e trovano contenuti di alto livello, è molto più probabile che ti vedano come un esperto che come un competitor. Come spiega Bahn, “è sempre un plus quando qualcuno trova un contenuto che dimostra la tua esperienza, interesse e capacità. Se qualcuno trova un blog, un post, o altro che mostra che tu sei un comunicatore efficace, è molto probabile che cerchino di conoscerti meglio.”

Lo stesso vale per i candidati. È più probabile che un responsabile HR che si trova a mettere a confronto due candidati scelga quello che ha molti contenuti di alto livello online, a prescindere da quanto ha scritto sul proprio cv.

 

3. Rendi il tuo mondo profilo-centrico.

Come dice Bahn, “Una volta le persone avevano uno o due profili online, ma al giorno d’oggi la media è vicino ai 9, se si includono i profili sui siti per appuntamenti. C’è molto di più per chi vuole fare ricerche su di te.”

Con così tanti profili sui social è importante selezionare e gestire attentamente quali le persone potranno vedere. La recente acquisizione di LinkedIn da parte di Microsoft è un altro segno che il mondo del lavoro sta riconoscendo l’importanza dei profili sui social.

 

4. Il marketing attraverso gli influencer apre la strada a contenuti sponsorizzati.

Tendenza che deriva dalla popolarità di piattaforme come YouTube e Instagram, l’influencer marketing ha creato un influsso di brand che usano account popolari per spingere i propri prodotti. In questo modo ogni piattaforma è stata bombardata da “influencer” che cercano di proporre prodotti tra le righe senza che questo assomigli a uno spot.

La tolleranza del consumatore per questo comportamento si sta tuttavia assottigliando, e piattaforme come Instagram e perfino il governo americano stanno lavorando su come controllare questi spot subliminali che tagliano il fatturato della pubblicità dei brand mentre schivano i regolamenti della Commissione Federale per il commercio.

Ciò che probabilmente emergerà come risultato è una spinta verso un marketing di contenuti più onesto e aperto su queste piattaforme. Se sei un imprenditore che cerca di mettere il proprio prodotto di fronte al consumatore, è probabilmente molto meglio che inizi a creare un autentico e onesto contenuto sponsorizzato che possa anche darti dei parametri per monitorarne l’andamento. Avvalersi di un “influencer” che casualmente dica quanto gli o le piacciano i tuoi prodotti è quantomeno azzardato.

 

5. Renditi conto che per costruire un brand ci vuole tempo.

Che tu abbia o meno considerato di gestire il tuo personal brand, il fatto è che non si tratta di qualcosa che puoi fare in una notte. Certo, puoi dare una rinfrescata al tuo profilo LinkedIn, cancellare quelle foto imbarazzanti su Instagram o rendere privati alcuni dei tuoi profili, ma questa è solo una piccola parte del processo di branding generale.

 

Un personal branding efficace può aiutarti a stabilire nuove relazioni, potresti essere notato per un impiego o da un nuovo cliente. Può aiutarti a creare una community, a stabilire la tua autorità e alla fine anche a farti fare più soldi.

Sforzarsi di sviluppare una presenza online forte, insieme ad una serie di profili social regolarmente brandizzati, ti aiuterà a sviluppare quell’immagine digitale che dice alla gente le cose giuste quando prendono in considerazione di lavorare con te.

Mentre ti prepari a programmare la tua crescita per il 2018, pensa a definire con chiarezza cosa puoi mettere in campo come professionista, e cosa il tuo business può offrire al consumatore. Poi impegnati a diffondere questo messaggio nei posti giusti online.

 

 

 

LUCA GRASSI Dopo 15 anni come imprenditore nel 2004 inizia la sua formazione con una primaria azienda a carattere nazionale mettendo a frutto una proficua esperienza nel campo della formazione delle risorse umane e consulenza direzionale. Fino a quando nel gennaio 2009 decide di tornare a fare l'imprenditore come Temporary Manager e fonda il progetto CONCORDIA SAS grazie all'unicità di partner e collaboratori che ne determinano la crescita. 
Attualmente formatore ufficiale di Accademia del Valore.

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