7 Semplici Modi per distruggere la tua azienda

February 21, 2017

Dal caso Enron fino a quello Volkswagen abbiamo visto con orrore come la mancanza di onestà dei leader abbia comportato la distruzione di business. Ma la vera tragedia avviene quando normali manager d’azienda, che altrimenti sarebbero molto bravi, sabotano il loro lavoro giorno dopo giorno commettendo errori invisibili ai loro occhi, ma che sono ovvi per chiunque altro.

 

Nella maggior parte dei casi sono piccole e spesso involontarie mancanze di correttezza a trascinare a fondo i leader, i dipendenti e le loro società. Nonostante le potenzialità, questi capi danneggiano loro stessi ed i loro collaboratori.

 

“Cerca tre cose in una persona: intelligenza, energia, e correttezza. Se non posseggono l’ultima, non provarci neanche.” - Warren Buffet.

 

Il dottor Fred Kiel, per il suo libro Return on Character, ha svolto il difficile compito di quantificare il valore dell’onestà dei leader, scoprendo cose affascinanti. In un periodo di sette anni, Kiel ha raccolto dati riguardo a 84 CEO, comparando il giudizio dei dipendenti sul loro manager con le performance aziendali.

 

Kiel ha scoperto che un alto livello di lealtà dei CEO corrisponde a un utile del 9.4%, mentre un basso livello porta ad un misero 1.9%. Inoltre il tasso di impegno dei dipendenti è risultato il 26% più alto in società guidate da manager corretti.

 

Kiel descrive così i CEO più corretti: ”Erano spesso umili. Sembrano avere scarsa preoccupazione per le loro carriere e i bonus. L’aspetto divertente della faccenda è che avevano performance migliori dei manager concentrati sulle ricompense e sul successo. È alquanto ironico.”

 

I dati del dottor Kiel sono chiari: le aziende vanno meglio sotto la guida di leadership dalla forte etica. “Le società che cercano di competere sotto la leadership di CEO preparati e capaci, ma focalizzati solo su se stessi, sono destinate a perdere”, sostiene Kiel.

 

Ogni leader ha la responsabilità della propria onestà. Molte volte si incontrano vere e proprie trappole che prendono alla sprovvista anche i manager che partono con le migliori intenzioni. Studiando queste trappole, acuiamo la vista e manteniamo il livello di integrità il più alto possibile.

 

 

1. Incoraggiare il culto della personalità.

È facile per molti leader lasciarsi montare la testa dal momento che molti aspetti dell’azienda ruotano intorno a loro. Questi capi si identificano così profondamente con il loro ruolo di leadership che invece di ricordarsi l’unica ragione per cui ricoprono quel ruolo, per servire gli altri, iniziano a pensare, ‘questo è il mio mondo, facciamo le cose a modo mio’. Essere una buona guida vuol dire anche ricordarsi che ci si trova in quel ruolo per una ragione, e questa ragione non è certamente poter fare tutto a modo nostro. I leder che manifestano un alto grado di correttezza, non solo sono aperti ad obiezioni e critiche, ma le richiedono espressamente.

 

2. Schivare le responsabilità.

I politici sono famosi negare la responsabilità dei propri errori, e alcuni imprenditori fanno altrettanto. Anche se sono poche le persone che vedono l’errore del capo (e non milioni), schivare la responsabilità può diventare incredibilmente dannoso. Il presidente Truman mise sulla propria scrivania nello Studio Ovale della Casa Bianca un fermalibri con impressa la frase “the buck stops here” (la responsabilità è mia), per rimarcare il fatto che il presidente non può scaricare su altri le responsabilità. Quando un collaboratore sbaglia, una persona che rifiuta di dire “la responsabilità è la mia”, non è affatto un leader. Essere il capo significa essere sicuri abbastanza delle proprie decisioni e di quelle del proprio team da assumersene la responsabilità quando falliscono. I leader migliori prendono le critiche, ma condividono i meriti.

 

3. Mancanza di auto-coscienza.

Molti leader pensano di avere sufficiente intelligenza emozionale (EQ). E per molti aspetti è anche vero, ma quando arriva il ‘capire se stessi’, sono incredibilmente ciechi. Il fatto non è che siano degli ipocriti, ma che non vedono ciò che tutti gli altri notano. E non sono affatto i soli: stando ad una ricerca di TalentSmart che ha coinvolto più di un milione di persone, solo il 36% di noi è accurato in una valutazione di se stessi.

 

4. Dimenticare che la comunicazione è una strada a doppio senso.

Molti manager credono anche di essere ottimi comunicatori, non accorgendosi di comunicare in una sola direzione. Alcuni si vantano di essere amichevoli e facilmente avvicinabili, ma poi non ascoltano davvero le idee che gli altri gli propongono. Alcuni non fissano obiettivi o contestualizzano le attività richieste ai collaboratori, altri non danno mai riscontro sul lavoro svolto, lasciando le persone senza sapere se sono più vicine ad essere promosse o licenziate.

 

5. Non "punire" chi se lo merita.

Talvolta i manager evitano di prendere decisioni davvero impegnative, magari perché si dispiacciono per un dipendente o per evitare un conflitto. Mentre non c’è niente di male nel mostrare compassione, i veri leader sanno quando devono alla compagnia e al resto della squadra, la decisione di prendere provvedimenti verso qualcuno che ha mancato di rispetto al team.

 

6. Soccombere alla tirannia dell’urgenza.

La tirannia dell’urgenza è ciò che accade quando chi prende le decisioni passa le giornate appresso a piccoli problemi incombenti. Occupandoti solo di cosa si muove davanti ai tuoi occhi ti fa perdere di vista ciò che è veramente importante: i tuoi collaboratori. La tua correttezza in quanto leader si impernea sulla tua abilità di mettere al primo posto le tue persone.

 

7. Spezzettare il lavoro.

Spesso si vede fare questo errore da persone che hanno recentemente scalato posizioni vedendo aumentare le proprie responsabilità. Non hanno ancora fatto il salto mentale da ‘lavoratore’ a ‘leader’. Se non hanno qualcosa di tangibile concluso alla fine della giornata, si sentono improduttivi, non rendendosi conto che la produttività è qualcosa di diverso per i leader. Così che tendono a suddividere talmente tanto il lavoro dal creare un gran caos. Una parte importante della correttezza nella leadership sta nel lasciare alle persone la libertà di fare il loro lavoro.

 

Riassumendo. La brutta notizia è che questi errori sono tanto comuni quanto dannosi. La buona notizia è che sono molto facili da correggere una volta individuati.

 

 

 

LUCA GRASSI Dopo 15 anni come imprenditore nel 2004 inizia la sua formazione con una primaria azienda a carattere nazionale mettendo a frutto una proficua esperienza nel campo della formazione delle risorse umane e consulenza direzionale. Fino a quando nel gennaio 2009 decide di tornare a fare l'imprenditore come Temporary Manager e fonda il progetto CONCORDIA SAS grazie all'unicità di partner e collaboratori che ne determinano la crescita. 

Attualmente formatore ufficiale di Elite Academy.

 

 

 

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