Come avere vantaggio negli scontri

February 14, 2017

Chi ha letto qualche mio articolo precedente probabilmente mi immaginerà coinvolto in numerosi conflitti. In effetti per evitare di avere bruschi scontri ho acquisito delle capacità di sopravvivenza decisamente efficaci.

Non mi considero un pacifista; infatti le persone che dicono “combattendo non si risolve niente” mi fanno credere che siano sempre dalla parte perdente della disputa. O che probabilmente abbiano passato tutta la vita a scappare di fronte ad un conflitto.

 

 

Nella mia esperienza, il combattimento risolve molto, ma lasciatemi essere chiaro, quando dico “combattere” non sto parlando di prendere a schiaffi Giovanni perché vi deve €2,36! Piuttosto mi riferisco al conflitto. Il conflitto non è di per sé, né buono né cattivo; ma può essere gestito in maniera funzionale o disfunzionale.

 

“Non provare neanche a dirlo!”

Non siamo più al parco giochi. Anche solo scherzare riguardo alla violenza sul posto di lavoro può essere interpretato come un’offesa. Ho lavorato in alcune aziende dove si sono verificati scontri violenti; quindi non voglio che nessuno pensi che sto abbassando la guardia dalla minaccia della violenza sul lavoro. Tuttavia c’è un modo giusto e uno sbagliato di trattare questa minaccia. Secondo me il modo migliore di evitare la violenza, ma anche il crearsi di un ambiente spiacevole, sta nella de-escalation dei conflitti disfunzionali prima che diventino un problema.

 

La de-escalation del conflitto non è la stessa cosa che evitare il conflitto. È l’atto che evita il surriscaldarsi delle emozioni che gli antagonisti provano riguardo al disaccordo. Il contrasto è benefico in un’azienda; sopprimendolo invece si giunge ad una disfunzione: sia che si generi una frustrazione, sia che si ottenga un’obbedienza dannosa. 

 

“Stai parlando con me?”

Potrà sembrare ingenuo da dire, ma la de-escalation di un conflitto inizia con il linguaggio che usiamo. Lavoravo in un’azienda dove fare troppe battute sulla violenza era considerata un’offesa per la quale si poteva essere licenziati. A mio parere l’organizzazione stava facendo uno sforzo estremo e ridicolo per evitare ogni implicazione in eventuali situazioni conflittuali. Questo sforzo era un’assurdità alla Alice nel paese delle meraviglie.

 

"Non puoi dirlo neanche te!"

Il fatto è che tagliare e cucire intorno al punto della questione non è molto d’aiuto quando si cerca una de-escalation del conflitto. Anzi il contrario, credo che tenda a far esplodere una situazione già esasperata e aggressiva fra le parti. Va da sé che la comprensione e la risoluzione diventino impossibili. Gli imprenditori vogliono chiarezza e la cercano intuitivamente, a volte lasciando da parte l'aspetto empatico.

 

Dal momento che queste cose non funzionano, che cosa fare? Ho trovato una semplice formula per far funzionare la de-escalation.

 

1. Inizia col riconoscere apertamente la frustrazione delle persone

Il conflitto tende a rinforzarsi e con esso anche la frustrazione. Il nostro istinto primordiale vorrebbe combattere o scappare. Nessuna delle due opzioni porta alla de-escalation del conflitto. Parlare apertamente, riconoscendo la frustrazione e potenzialmente la rabbia di entrambe le parti, consente loro di smettere di concentrarsi sul comunicare come si sentano e di iniziare a focalizzare l’attenzione su cosa possono fare per superare la crisi.

 

2. Dai per scontata la buona fede

Dando per scontata la malafede dell’altra parte, non puoi che arrivare ad un’escalation. Pensando che si avessero le migliori intenzioni, possiamo discutere delle nostre posizioni in maniera franca e decisa. Ammetto possa essere difficile dare a qualcuno il beneficio del dubbio, in particolare se ne ha già combinata qualcuna, ma devi superare questa resistenza se vuoi diventare esperto di de-escalation dei conflitti.

 

3. È importante che tutte le parti abbiano espresso le loro emozioni

Può sembrare un dettaglio, ma è importante. Se non parliamo delle emozioni che stiamo provando, entreranno sempre in gioco mentre cerchiamo di risolvere il problema. Forse è capitata anche a voi, come a me, una lite durante la quale l’altra persona continua a sfuggire o tenta di cambiare argomento, di razionalizzare il suo comportamento disfunzionale. È così sciocco come appare, ma alcune persone si lasciano coinvolgere dal vincere una disputa da vedere ogni compromesso come una sconfitta.

 

4. Scusati

Le scuse possono fare moltissimo per salvare una relazione, anche se sei così testardo da non ammettere di avere torto. Magari non ti sembra di aver fatto niente di male, e probabilmente è così, ma rimane il fatto che le tue azioni hanno creato la percezione di un attacco o di un insulto, e credo che siamo tutti d’accordo a voler prevenire questo genere di impressioni.

 

5. Confessa i tuoi peccati

Talvolta i nostri ego ci ostacolano dal fare la cosa giusta: dobbiamo ammettere quando abbiamo combinato un pasticcio. Una cosa così semplice può ridurre moltissimo il surriscaldarsi degli stati emotivi.

 

6. Comprendi cos'è la vittoria

In caso di escalation del conflitto (se sono quindi falliti i precedenti 5 punti) cerca di stabilire cos'è la tua "vittoria" del conflitto. Molto spesso si combatte (a parole) senza sapere dove stiamo andando e dove andrà la comunicazione. Per questo motivo nel 99% delle escalation di conflitto entrano in gioco situazioni diverse rispetto a quella che ha originato il conflitto. L'errore più grande che molti commettono è quello di voler "vincere" nella comunicazione, avere l'ultima parola sull'argomento, arrivando ad un momento in cui sembra incredibile ma la VITTORIA è ritornare allo status-quo pre conflitto. Definisci la tua "vittoria" e lascia "vincere" la comunicazione dell'interlocutore se non intralcia con il tuo obiettivo!

 

La de-escalation avviene quando entrambe le parti sono capaci di assumere il punto di vista dell’altra persona. Devono essere pronte a concedere qualcosa però. Riuscendo ad accettare un compromesso, i contendenti consentiranno a se stessi e all’altro di lavorare ad una soluzione di vittoria per entrambi.

 

 

 

LUCA GRASSI Dopo 15 anni come imprenditore nel 2004 inizia la sua formazione con una primaria azienda a carattere nazionale mettendo a frutto una proficua esperienza nel campo della formazione delle risorse umane e consulenza direzionale. Fino a quando nel gennaio 2009 decide di tornare a fare l'imprenditore come Temporary Manager e fonda il progetto CONCORDIA SAS grazie all'unicità di partner e collaboratori che ne determinano la crescita. 

Attualmente formatore ufficiale di Elite Academy.

 

 

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