Come gestire un conflitto (in azienda)

January 25, 2017

Sei allergico ai conflitti?

 

Il conflitto, nella vita personale oppure lavorativa allo stesso modo, viene evitato da molti perché crea una buona dose di incertezza, sconforto e ansia.

 

Si attiva infatti il meccanismo di autodifesa ‘combatti o fuggi che porta  molti di noi a sentirsi carichi di adrenalina e tesi. Alcuni iniziano a tremare, si alza il tono della voce e più spesso del dovuto si dicono cose che non pensiamo. I sentimenti vengono feriti e talvolta si rompono i rapporti. Non c’è dubbio che molti tendano ad evitare i conflitti a tutti i costi. D’altra parte la maggior parte delle soluzioni innovative emerge da un conflitto. Il luogo di lavoro è un ambiente dinamico, sempre in cerca di crescita, cambiamento, soluzioni, transizioni e miglioramento. Il conflitto è una parte abituale della vita lavorativa quotidiana. Più ci esponiamo ai conflitti, più siamo in grado di gestirli migliorando il nostro essere uomini d’affari.

 

Ti presento ora le mie 10 regole per gestire un conflitto in azienda.

 

 

Regola 1. Occhi aperti a nuove idee.

Raccontando le nostre idee a qualcun altro, gli consentiamo di affinare la ‘verità’ che stiamo comunicando, infatti la nostra prospettiva si modella sui suoi pensieri. Il conflitto è uno strumento incredibilmente utile per creare e affinare le nostre idee. Ascoltare la rappresentazione mentale di un’altra persona aiuta a modellare e chiarire la nostra; il conflitto ci renderà più netti e sicuri della nostra posizione originale, oppure ci aprirà gli occhi su nuove prospettive riguardo alle nostre idee. Il conflitto è un veicolo efficace nella generazione di nuove soluzioni, aumenta la fiducia e consolida gli accordi, il che è ottimo per stabilire contatti di successi e ampliare la propria rete.

 

Regola 2. Un’opportunità per esprimere i nostri bisogni.

Molte persone non ottengono ciò che vogliono perché non esprimono ciò che vogliono. Nel conflitto abbiamo l’opportunità di chiarire i nostri bisogni in modo che siano soddisfatti. Chi siamo e per cosa ci battiamo sul posto di lavoro determina largamente il nostro livello di successo. C’è un equilibrio che dobbiamo trovare quando ci impuntiamo su un problema tra non essere troppo aggressivi e non essere considerati. Il conflitto, il confronto, parlare apertamente, ci rendono più resilienti e meno timorosi di chiedere ciò di cui abbiamo bisogno.

 

Regola 3. Una lezione di flessibilità.

Se siamo in un conflitto, non solo gli altri si devono adattare alla nostra prospettiva, ma anche noi dobbiamo adattarci alla loro. L’umiltà e l’apertura mentale sono due qualità ammirabili da portare in un conflitto. Dobbiamo imparare che non dobbiamo avere sempre ragione. Se abbiamo bisogno di ottenere sempre la ragione, facciamo un altro errore, e finiamo per essere visti come scostanti, arroganti, fragili ed egoisti, nessuna delle quali è una qualità per un buon leader. Al massimo sono gli atteggiamenti di un bambino viziato. Aggiunte e sottrazioni devono sempre essere fatte a ogni nuova idea di business nello sforzo di raggiungere il meglio possibile. Ogni singolo contratto che abbiamo con i clienti e con il nostro team è nato dal naturale conflitto di ogni trattativa andata a buon fine. Più siamo aperti e flessibili, migliore sarà la nostra reputazione di essere onesti ed intelligenti.

 

Regola 4. Una lezione di ascolto.

La chiave di ogni risoluzione del conflitto è la capacità di ascolto. I più sono così concentrati sulla disputa da non ascoltare affatto, mirano solo a vincere.

Rapporti e negoziazioni di successo non possono essere stabiliti con persone diffidenti e dominanti. L’ascolto richiede pazienza e disciplina nel controllare l’impulso ad aprire bocca. Dobbiamo assolutamente mettere da parte noi stessi e i nostri pensieri così da poter accogliere completamente un altro punto di vista. Per ascoltare davvero qualcuno, l’ascolto deve essere attivo, non passivo. Ascoltando, spiccheremo tra le elite del mondo degli affari, infatti abbiamo accesso alle informazioni che ci servono per prendere decisioni intelligenti e remunerative.

 

Regola 5. Una lezione sugli schemi di comportamento.

Quando ci troviamo in conflitto, impariamo come gli altri lavorano, il loro stile di comunicazione ed i loro punti di vista. Conoscere gli schemi di ragionamento ci aiuta ad essere più efficaci nei rapporti lavorativi, infatti ci forniscono un certo livello di prevedibilità. La prevedibilità è efficace nel creare una strategia di negoziazione. Se ascoltiamo capiamo come ragionano le persone e miglioriamo l’intuito su come agiscono. Questa conoscenza ci aiuta a lavorare all’interno dei loro schemi, consentendoci di rispettare i limiti e di predire fino a che punto possiamo spingerci senza essere offensivi e raggiungere comunque un accordo. Conoscere questi schemi ci rende più preparati e sicuri quando abbiamo a che fare con ogni tipo di incertezza e disaccordo.

 

Regola 6. Le soluzioni.

Quando le strutture e l’organizzazione attualmente in campo non funzionano più, qualcosa di nuovo deve entrare in gioco. Il cambiamento è difficile: ci fa sentire non a nostro agio. Preferiamo rimanere appesi a qualcosa che un tempo funzionava anche quando è chiaro che sia vetusto e che necessiti di un aggiornamento. Per avere successo tutto quanto deve essere “in sviluppo”. Se vogliamo aumentare i nostri affari, le fondamenta del nostro business devono essere costantemente analizzate, discusse, negoziate ed affinate. Il conflitto è il segreto dell’innovazione e della reinvenzione.

 

Regola 7. Le abilità comunicative.

La comunicazione è un’abilità che richiede autocontrollo, pazienza ed intelligenza. Ci richiede di essere veri ed autentici. Se ci tiriamo indietro dal conflitto, finiamo per essere falsi, per non comunicare la nostra prospettiva a causa di qualche tipo di paura. Il conflitto è difficile per tutti, ma più ci giochiamo nel conflitto, più acquisiamo doti comunicative. Questo non significa che dovremmo iniziare a creare conflitti, ma il messaggio è di non essere spaventati ad entrare in una discussione quando sorgono punti di vista contrastanti. Mettilo in conto e sii pronto per l’elemento sorpresa.

 

Regola 8. Fissare i limiti.

Le persone vogliono sapere dove noi iniziamo un conflitto e dove loro possono finirlo. È l’occasione perfetta per fissare i limiti, per stringere nuovi accordi che siano in linea con il rispetto e l’integrità di tutti i soggetti coinvolti. Senza il rispetto e reciprocità non si possono stabilire connessioni proficue. Nel momento in cui comunichiamo necessità e limiti, consentiamo agli altri di imparare molto riguardo a noi e a come lavoriamo. Anche noi impariamo molto su noi stessi, rendendoci più vincenti. Il conflitto ci insegna in quali occasioni farci indietro e quando attivare noi stessi e chiedere a qualcun altro di farsi da parte.

 

Regola 9. Il controllo emotivo.

Non dobbiamo essere emotivi ogni volta. Se vogliamo essere presi sul serio dobbiamo avvicinarci al conflitto con rigore. Dobbiamo imparare come rimanere calmi ed a usare il minor numero di parole per arrivare al punto, restando decisi e flessibili quando si stabilisce la nostra posizione. La perseveranza e l’autocontrollo sono le chiavi del successo nella risoluzione del conflitto. Quando abbiamo controllo di noi stessi, le persone si relazionano più facilmente con noi, contano su di noi e si fidano delle nostre intenzioni.

 

Regola 10. La differenziazione

Possiamo imparare molto su chi siamo attraverso le differenze che abbiamo con gli altri. Questa è chiamata differenziazione. La differenziazione è la capacità di raccontare la nostra ‘verità’ e prospettiva così come la vediamo, rimanendo in contatto con chi la vede diversamente. Nel conflitto abbiamo la possibilità di gettare una vera rappresentazione di noi stessi nel mondo là fuori. Raccontare la verità su noi stessi nel bel mezzo di un disaccordo è alla base del benessere emotivo e di una comunicazione di successo. Quando dichiariamo la verità riguardo a chi siamo e in cosa crediamo, i partecipanti alla conversazione assorbiranno e risponderanno alle nostre informazioni, avendo la possibilità di aggiustare il tiro.

 

Questi aggiustamenti sono i successi che derivano dal conflitto. L’obiettivo finale di ogni conflitto è la risoluzione.

 

 

LUCA GRASSI Dopo 15 anni come imprenditore nel 2004 inizia la sua formazione con una primaria azienda a carattere nazionale mettendo a frutto una proficua esperienza nel campo della formazione delle risorse umane e consulenza direzionale. Fino a quando nel gennaio 2009 decide di tornare a fare l'imprenditore come Temporary Manager e fonda il progetto CONCORDIA SAS grazie all'unicità di partner e collaboratori che ne determinano la crescita. 

Attualmente formatore ufficiale di Elite Academy.

 

 

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"Conflict Management: strategia per prevenire e affrontare un conflitto"

 

 

 

 

 

 

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