Il "NO-TIME Manager": il manager che non ha mai tempo!

September 19, 2016

 

HO DECISO DI SMETTERE DI LITIGARE CON IL TEMPO!

 

"NON HO TEMPO!”

“ADESSO NON POSSO, SONO DI CORSA!”

“DA STAMANI NON HO ALZATO LA TESTA!”

“AVREI BISOGNO DI GIORNATE DA 48 ORE!”

 

Quante volte abbiamo pronunciato queste frasi?

Quante volte ci siamo sentiti in trappola, con un lungo elenco di cose da fare che in nessun modo riusciremo a portare a termine?

Quali emozioni associamo istintivamente quando pensiamo al tempo?

 

Angoscia, stress, senso di impotenza, rabbia, frustrazione…

 

Ecco, quando pensi a come gestisci il tuo tempo, quale immagine ti viene istintivamente in mente? Te ne proponiamo alcune:

 

In quale ti riconosci?

 

 

Se ci identifichiamo con una o due immagini abbiamo un approccio al tempo problematico, se ci rappresentano tutte allora abbiamo un vero problema nel rapporto con il nostro tempo.

 

Si, perché la difficoltà non sta nel tempo in sé ma nel modo in cui decidiamo di utilizzarlo, pensate soltanto a questo: persone come Madre Teresa, Gandhi e Nelson Mandela, hanno avuto a disposizione il nostro stesso tempo nella loro vita e ne hanno fatto qualcosa di straordinario!

 

Nel corso della storia abbiamo imparato a misurarlo, lo abbiamo suddiviso in anni, mesi, giorni e ore e siamo arrivati a rappresentarcelo come un contenitore da riempire con una serie di azioni da fare.

 

In passato non era così: 

 

C’era un concetto diverso del tempo e si viveva in un mondo i cui ritmi erano scanditi in maniera più naturale dal ciclo del giorno, della notte e delle stagioni.

Le ore illuminate dal sole vedevano persone dedicate al lavoro, con un’interruzione per il pasto principale. Generalmente il luogo di lavoro non era lontano da casa, spesso ci si arrivava a piedi o in bicicletta. Era molto più diffuso il lavoro artigianale e in questo caso lo scorrere del tempo non aveva come effetto collaterale la tensione e lo stress che lo accompagna oggi.

La maggior parte delle persone non aveva l’orologio e prestava orecchio allo scoccare delle ore segnalate dal campanile.

Le ore buie erano dedicate al riposo, al tempo da passare in famiglia e al sonno. Quando non esistevano televisione e radio era normale trovarsi con i vicini di casa per chiacchierare, giocare a carte, dando un’occhiata ai bambini che giocavano insieme lì accanto.

 

Si stava meglio quando si stava peggio?

Difficile fare paragoni. Possiamo semplicemente considerare, in armonia con il tema che stiamo trattando, che i ritmi “lenti” e la maggiore attenzione alla immediata cerchia sociale sicuramente non creavano nelle persone l’ossessione del “non ho tempo” che riscontriamo oggi.

 

IL TEMPO NEI CORSI DI TIME-MANAGEMENT

 

Nei corsi evoluti di gestione del tempo si usa fare un esercizio: in un grosso contenitore trasparente in parte riempito da ghiaia viene richiesto di inserire dei grossi sassi che rappresentano le cose da fare importanti e urgenti in modo da riempirlo totalmente. 

 

Questo è il punto. Il tempo è diventato nella nostra cultura odierna come un contenitore da riempire di cose e non più come un sistema per custodire gelosamente una buona qualità di vita.

 

E allora consideriamo quali sono i nostri “sassi” da mettere nel contenitore.

 

Alcune sono imprescindibili: il sonno, i pasti, il lavoro o lo studio.

 

Inoltre secondo le circostanze individuali abbiamo bisogno di tempo per la famiglia, per le incombenze legate alla quotidianità (la spesa, le pulizie di casa, le varie commissioni).

 

Per poter avere un buon equilibrio di vita non dovremmo lascarci mancare i nostri “angoli” personali che ci servono per ricaricare la nostra energia, per riposarci, per fare le cose che ci piacciono: leggere, ascoltare musica, guardare un buon film, fare una passeggiata, e così via.

 

 

Già immagino l’obiezione: “avere il tempo di fare tutte queste cose è un lusso. Non trovo mai il tempo di fare qualcosa per me dato che tutto il tempo a disposizione è impegnato per mille altre cose”.

 

Ma riflettiamo un attimo e facciamo attenzione a COME esprimiamo questo concetto: “non trovo MAI il tempo…”

Utilizziamo istintivamente il verbo “trovare”. Quando si trova qualcosa? Quando si cerca.

 

Allora facciamoci una domanda: stiamo davvero cercando il modo migliore di trascorrere il nostro tempo?

Quanta energia e quanta volontà mettiamo in questa ricerca?

 

Magari, dopo averci pensato un po’, arriviamo alla conclusione che in realtà ci facciamo trascinare dall’elenco di tutti i nostri impegni proprio come una foglia è in balia del vento. La foglia non può decidere dove andare, è il vento che comanda e la conduce a caso in qualche direzione. ECCO CHE DUNQUE NON SIAMO NOI A GESTIRE IL TEMPO: IL TEMPO GESTISCE LA NOSTRA VITA.

 

Per la maggior parte di noi è proprio così.

 

Questo non significa che è impossibile far qualcosa per migliorare la nostra situazione.

La vera sfida, come al solito, è mettere ordine dentro di noi.

 

 

IL NOSTRO MODELLO DI APPROCCIO AL TEMPO

 

Il nostro modello di approccio alla gestione del tempo, che è lo stesso proposto dal metodo Eisenhower, si riconduce a queste semplici quattro regole ogni volta che hai un'attività da compiere. Per diventare uno YES-TIME MANAGER devi imparare a valutare all'istante:

 

- SE E' IMPORTANTE ED URGENTE fare una determinata attività: FALLA SUBITO, non procrastinare! 

 

- SE E' IMPORTANTE MA NON URGENTE fare una determinata attività: PROGRAMMATELA IN CALENDARIO! Sono le azioni importanti ma che generalmente non sono urgenti a fare la differenza tra un manager di successo ed uno che rincorre l'orologio! (Esempi: formazione, organizzazione, riunioni, sviluppo, innovazione, visite commerciali, newsletter, sono tutte attività che sai che ti porteranno al successo, ma che NON FAI MAI: PERCHE' NON SONO URGENTI, MA LO DIVENTERANNO IN UN SOLO COLPO!)

IL CONCETTO E': NON E'IMPORTANTE FORMARMI OGGI, MA SE NON MI FORMO MAI RIMANGO "LIMITATO"!

 

- SE NON E' IMPORTANTE MA URGENTE fare una determinata attività: IMPARA A DIRE "NO!". E' soltanto dicendo "No!" che si crea tempo libero: non andare sempre in accordo con tutti, impara questa parolina magica e vedrai che le tue giornate si svuoteranno di impegni "inutili".

 

- SE NON E' IMPORTANTE E NON E' URGENTE (Facebook, WhatsApp etc...): CON MODERAZIONE!

Alcune di queste attività servono alla mente per "staccare" da un processo cognitivo impegnato e continuativo... è l'abusare di tali attività che è gravemente dannoso!

 

 

PERCHE' OGGI DEVI SAPER APPLICARE QUESTO METODO MENTRE IERI NON ERA NECESSARIO?

 

In realtà oggi è molto più complicato rispetto al passato, come abbiamo già avuto modo di considerare.

 

Spesso il luogo di lavoro è lontano decine di chilometri da casa e costringe le persone a impegnare una, due o più ore di tempo per spostarsi. Inoltre iniziare la giornata guidando in autostrada immersi nelle code mattutine oppure barcamenarsi fra treni, pullman e metropolitane non è precisamente qualcosa che ci mette di buon umore.

Consideriamo che la civiltà del “cartellino da timbrare” esige che ci sia una pausa pranzo breve, di solito un’ora.

 

E ancora, la tecnologia, che tanto ci ha agevolato su molti aspetti della nostra vita, ha un rovescio della medaglia che ha catturato le nostre menti e ci ha reso schiavi inconsapevoli.

In questi giorni è passata nelle televisioni una pubblicità che esordiva con la seguente frase: “Guardi il tuo smartphone più di tua moglie?”

Interessante.

 

Siamo sinceri con noi stessi: quante volte nel momento in cui varchiamo la soglia di casa nostra la sera abbiamo deciso di spegnere il cellulare, ignorare il computer, evitare di accendere la televisione e passare il tempo chiacchierando con la nostra famiglia?

Oppure, se siamo single e viviamo soli, quante volte abbiamo snobbato i programmi televisivi per leggere un buon libro o magari dedicarci a un hobby o accordarci con qualche amico per stare un po’ insieme per scambiare due parole e fare una passeggiata?

Quelle “sane” occupazioni che non sono una perdita di tempo, ma forse un primo pallido recupero della nostra dimensione umana.

 

Vale la pena di concentrarci sul CERCARE di ridare un vero valore al nostro tempo!

 

E di solito questa azione è coronata da successo se ci si impegna veramente e se consideriamo il tempo una cosa preziosa.

 

Lo dice la saggezza popolare: “chi cerca, trova” (proverbio)

 

Lo ha detto duemila anni fa una persona che ha cambiato il corso della storia: “Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.” Matteo 7:7-8

 

 

 

 TIZIANA BASSI Dopo diversi anni come Manager aziendale area IT, inizia la sua carriera di consulente e formatore di information technology e organizzazione aziendale, con attenzione particolare al miglioramento informatico dei processi produttivi al fine di ridurne tempi e costi. Oltre ad una formazione di coaching personale, la sua dote particolare di tranquillità permette agli individui di identificare con serenità le proprie aree difficili e iniziare a porvi rimedio.

 

 

 

 

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